Autori d’estate – Gabriele Morandi

NO! Non chiudiamo per ferie.

Aspettavate un bel cartello di “Chiuso per ferie”? Invece proprio no!

Questa estate vi faremo compagnia raccontandovi il mestiere dello scrittore e lasceremo la parola proprio ai nostri autori, che sono la nostra forza.

Cominciamo subito, oggi per la nostra rubrica Autori d’estate diamo la parola a Gabriele Morandi.

 

 

La vita non cambia dopo aver scritto un libro, la vita cambia mentre lo scrivi

Non so perché scrivo, probabilmente lo faccio perché non so dipingere. Ho iniziato da bambino a narrare storie; inizialmente l’ho fatto per me stesso, per tenermi compagnia, poi con l’andare del tempo sono state le storie a venirmi a cercare. Bussavano alla porta della mia immaginazione: “Allora? Ci fai entrare? Avremo bisogno di qualcuno che ci scriva, lo fai tu?”. Dato che sono sempre stato ospitale con le mie ossessioni ho dato loro un letto o almeno una sedia per attendere il turno. Recentemente ho fatto un conto: ho altre quindici storie che aspettano di venire al mondo. Per il momento ne ho scritte un centinaio, fra racconti brevi, brevissimi, lunghi e romanzi. Ho pubblicato sei romanzi e una raccolta di racconti. L’ultimo uscito e il primo stampato da Intrecci porta un titolo che ha trovato mia figlia Amanda, una sera che mi chiese: “Babbo, come si arriva all’alba?”.

Non sapevo come rispondere, e al momento neppure cosa intendesse con quella domanda, tanto che le risposi: “Non lo so, ma so che è un titolo perfetto per una storia”.

Il romanzo “Come si arriva all’alba” è venuto fuori in modo piuttosto strano. Avevo un’amica che faceva la cartomante e una volta, tanto per divertirci, le chiesi di illuminami sul mio lavoro. Mi disse che avrei scritto una storia d’amore in una cupa sera temporalesca, di fronte a uno specchio d’acqua e che nella vicenda avrebbe avuto un ruolo importante un grosso albero caduto.

Scoppiai a ridere pensandomi alle prese con una storia d’amore, visto che di solito preferisco trame oscure e misteriose. Per burlarmi di me stesso decisi di imitare il maestro Snoopy, bramando l’arrivo di “una notte buia e tempestosa” per iniziare l’opera.

Il caso mi portò a ritrovarmi in una casa nella campagna toscana, posta di fronte a una piccola piscina, il cielo si stava oscurando e l’idea che di lì a poco si sarebbe presentata una nuova storia mi esaltava non poco. Poi, malgrado ci fossero tutti i presupposti, non cadde neanche una goccia. Mi sentii un cretino e mi misi a leggere. Avevo un libro tratto da uno dei mie film preferiti: “Picnic a Hanging Rock” e proprio mentre scorrevo le pagine ecco che la bellissima protagonista del capolavoro della Lindsay iniziò a vagare tra la mia testa e le colline della Toscana. La storia prese vita quella sera: la bionda fanciulla scomparsa tra le inquietanti rocce australiane ritornò bambina, incapace di parlare e camminare. La vidi in una notte di tempesta, mentre l’auto guidata dal padre sbandava su un albero caduto, lei apriva lo sportello, dava un ultimo sguardo ai genitori e si incamminava da sola nel bosco. Poi, dopo dieci anni dalla scomparsa, la bambina ritornava al paese natio, perfettamente in grado di parlare e deambulare. Mi immaginai il suo rientro, fra gli occhi meravigliati dei compaesani che gridavano al miracolo, per poi ricredersi, dopo essersi resi conto che se di miracolo si era trattato, non era stato per mano divina…

Al mattino la storia era già delineata: i protagonisti, oltre alla bionda e inquietante Stella sarebbero stati gli stessi di un romanzo di qualche anno precedente dal titolo “Nero dei Lontanmorti”: Thelonius Fante, scrittore misantropo e il suo amico Toshiro. Oltre a loro decisi di affiancargli una donna, una cartomante, come l’amica che mi aveva predetto la nascita del romanzo.

A breve dovrebbe uscire un altro libro con Intrecci. Si tratta di un horror ambientato tra Firenze e l’America. La storia mostra una Firenze assai diversa da quella usuale, con storie poco conosciute e assai inquietanti. È un’opera di fantasia, ma le teorie sull’origine della città e sul suo vero volto, raccontate da alcuni personaggi del libro non sono così campate in aria come potrebbero apparire: Firenze è una città che mostra solo ciò che vuole e che dietro al volto illuminato dalla luce della Bellezza nasconde un aspetto ben più sinistro.

Spero di continuare la collaborazione con Intrecci anche in futuro, ho molte storie per alimentare il mio vizio di scrivere, perché alla fine di questo si tratta. I vizi non sono necessari, ma se proprio non puoi farne a meno scegliti un vizio, che costi poco e non ti ammazzi troppo presto. Io mi sono scelto la scrittura, almeno finché non imparerò a dipingere.

Se vuoi leggere anche tu Come si arriva all’alba clicca qui sotto!