Autori d’estate – Maurizio Roccato

Esprimete un desiderio!

Siamo vicini alla notte di San Lorenzo e viso che molti di voi avevano espresso il desiderio di sapere se il nostro Maurizio Roccato abbia in cantiere qualcos’altro… Beh eccovi accontenti!

Leggete fino alla fine!

La scrittura… una passione

Maurizio Roccato e la passione per la scrittura si conoscono in tempi recenti. Lui ha 35 anni, lei molti di più. Parecchi. A prima vista una di quelle storie che non possono funzionare vista la differenza di età. E poi, con quella donnaccia, gli dicevano, che se la fa ogni giorno con migliaia di autori diversi… Ma lui niente, e come spesso gli accade non ascolta le voci di popolo e ci prova ugualmente.

Visto l’incontro fortuito il primo rapporto non può che dare alla luce, dopo i canonici nove mesi di gestazione, un romanzo dal titolo “Solo il caso”. Una grande soddisfazione, anche se lui lo trova affrettato. Si prende un po’ di tempo per riflettere, mentre i due continuano a frequentarsi sperimentando meccanismi diversi. Lui scrive alcuni racconti che sono pubblicati in diverse antologie, uno anche premiato dalla scuola Holden di Torino.

Lei lo ispira di nuovo nel 2013, anno in cui Maurizio pubblica un secondo thriller, “Passione sepolta”. Meglio, pensa l’autore appagato del risultato, ha anche vinto un concorso nazionale.

Sente però che lei può dargli di più. Esplora quindi nuovi generi, e nel 2015 dà alle stampe Il saggio “Un delitto senza colpevoli – L’antropologia di Cesare Lombroso tra crimine, genio, arte e follia” che, sotto il marchio di “Edizioni della goccia”, va in finale al premio letterario Carver dello stesso anno.

Osare paga, si convince lui contento per quel successo, e lei è felice quando le riconosce gran parte dei meriti. Lo continua a incoraggiare, convincendolo che i tempi sono maturi per il progetto più ambizioso, un giallo dal taglio classico ambientato in epoca moderna in una ambientazione molto particolare.

La preparazione è lunga e articolata, lei lo assiste con dedizione perché si rende conto che la prova è davvero impegnativa. Si tratta infatti di un “mistero della camera chiusa”, che da tempo Maurizio ambisce a scrivere: il ritrovamento di un cadavere in un ambiente sbarrato dall’interno. I canoni rientrano nella tradizione del genere: porte e finestre, se ci sono, risultano bloccate, non esistono doppie chiavi, segni di scassinamento o passaggi segreti. E ovviamente si escludono la morte naturale o il suicidio.

Un giallista lancia sempre una sfida al lettore, pensa lui durante la stesura, ma prima di tutti sfida se stesso: durante lo sviluppo della storia si devono concedere gli elementi necessari al lettore – non uno in più o in meno! – per permettergli di risolvere l’enigma. Ma in questo caso la sfida è più impegnativa, perché duplice: non solo si dovrà capire chi sia stato a compiere il delitto, ma anche come abbia fatto a commetterlo.

Lei gli sta sempre vicino, lo ispira e sprona nella stesura di una trama ricercata da tempo. “Come candele nella notte”, alla fine, vede la luce, ed è come lui si era prefissato: un romanzo avvincente, ricco di elementi intriganti e colpi di scena. Lei rivede più volte con lui il manoscritto e approva fiera le scelte narrative: un delitto impossibile, avvenuto su un faro marino inavvicinabile perché isolato nel mezzo dell’oceano atlantico, la misteriosa scomparsa dell’unico sospettato, l’arrivo di un detective tormentato dai propri trascorsi personali che non gli permettono di mantenere l’equilibrio necessario per indagare con obiettività. Per non parlare delle indagini avventurose, che si svolgono in un ambiente estremo come un’isola francese lontana miglia dalla terra ferma e abitata da una comunità chiusa e molto ambigua. E soprattutto l’ispirazione a una storia vera.

Lui propone il testo a “Intrecci edizioni”, che nel 2016 lo pubblica con entusiasmo. Anche in questo caso critica e pubblico apprezzano l’opera per originalità e contenuti, tanto che qualche blog letterario la segnala come “miglior libro dell’anno” [Libriamoci blog]. La collaborazione con la casa editrice romana prosegue l’anno successivo, con la pubblicazione di un racconto contenuto in una antologia.

Lui, dopo una pausa di riflessione, ascolta nuovamente i suggerimenti di lei, che lo convince a cambiare nuovamente genere. Dipinge così di avventura un nuovo giallo, che prende spunto da uno strano fatto di cronaca. E nonostante “I miracoli del sangue” non sia ancora stato pubblicato, lei è già soddisfatta di condividere quella nuova ed emozionante esperienza.

Non avete ancora letto Come candele nella notte? 

Non potete passare la prossima estate senza conoscere il mistero del faro di Ar-men!