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facciamoci una chiacchierata

Daniela Pellegrini, E tu? Da che party stai?

Vi avevamo già parlato di questo ebook in un post di alcune settimana fa e del fantastico team che lo ha realizzato (per chi non lo avesse letto)!

Finalmente oggi esce il primo dei tre formati, quello per dispositivi Apple. Gli altri due per Kindle e Google Play usciranno nei prossimi giorni.

Daniela Pellegrini, E tu? Da che party stai?, Intrecci Edizioni 2015 è un ebook che abbiamo fortemente voluto nel nostro catalogo.

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Intervista a Teresa Nardulli

Nardulli_Stampa14x20A_4Da pochi giorni ha ottenuto una Segnalazione di Eccellenza per la sezione Progetti Formativi relativa al progetto “Il tutor clinico” conferitagli dall’AIF (Associazione Italiana Formatori) per la XIV Edizione del Premio Filippo Basile, Teresa Nardulli, autrice del saggio La relazione terapeutica tra professionista sanitario e paziente, Intrecci Edizioni 2015, torna a Roma con una grande soddisfazione per il lavoro svolto fino ad ora.

Noi della redazione abbiamo voluto rivolgerle qualche domanda, forse un po’ scomoda, ma che molti italiani in merito all’organizzazione sanitaria si pongono quotidianamente.

 

 

 

 

  • Il “Capitale umano” è un tema molto dibattuto. Un regista come Virzì gli ha dedicato un film dal sapore amaro. Ma non tutti sanno effettivamente cosa sia. In quali termini può essere definito il “capitale umano”?

È un film visto e molto apprezzato per il modo con cui Virzì, seppur in modo realistico ma dal sapore amaro, come sottolinea lei, ci fa riflettere su cosa resta del singolo individuo, della sua irripetibile unicità, della sua morale, della sua dignità, in un mondo dove il denaro e il profitto economico rappresentano il parametro di valutazione di ogni essere vivente e non.

Anche in ambito sanitario i DRG (diagnosis-related groups) permettono di quantificare economicamente l’assorbimento di risorse e quindi di remunerare ciascun episodio di ricovero. Uno degli obiettivi è quello di controllare e contenere la spesa sanitaria, che è si cosa giusta contro gli sprechi eccessivi del passato, il testo del libro mira proprio a questo e cioè sottolinea che non bisogna trascurare e mai mettere da parte la relazione terapeutica tra professionista sanitario e paziente in nome di un badget che va tenuto sotto controllo economicamente.

La medicina ha necessità più di altri sistemi aziendale dell’umanizzazione delle cure.

A man who knows the price of everything and the value of nothing diceva Oscar Wilde.

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La Relazione Terapeutica tra Professionista Sanitario e Paziente di Teresa Nardulli

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Non poteva iniziare meglio questa settimana!

Un’inaugurazione speciale: quella del nostro catalogo.

Esce oggi in libreria e in tutti i principali store online il libro della nostra autrice Teresa Nardulli.

La relazione terapeutica tra professionista sanitario e paziente è un testo di saggistica ospitato nella nostra collana ESSE di Intrecci dedicato ad un tema molto studiato e dibattuto negli principali atenei italiani: quello appunto tra professionista sanitari e paziente.

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Diario di Bordo di un Editore – Settimana 3

“Io mi fido di te” è una frase preziosa, ma “io mi fido di me stesso” è una frase potente.

Da questa affermazione questa settimana sono partita nello scrivere questo mio post.

Settimana complessa questa piena di cose da chiarire sul nostro modo di lavorare (ancora!).

Non vorrei che questo diario diventi settimana dopo settimana una valvola di sfogo, ma questa volta è necessario chiarire alcune cose per spiegare a tutti coloro che ci leggono come lavoriamo.

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Diario di Bordo di un Editore – Settimana 2

Quando arriva il venerdì in redazione tiriamo le somme della settimana appena passata.

Questa è stata una settimana faticosa che ci ha visti lavorare fino a tardi per poter leggere le proposte editoriali che ci sono arrivate durante la pausa estiva.

In un sito, non mi ricordo quale, ho letto che un editore “serio” è quell’editore che ci mette dai tre ai due anni a valutare un testo. Quindi ho pensato: per soddisfare tale aspettativa dovremmo almeno far attendere gli autori un tempo infinito o quasi biblico. Ci chiedevamo: veramente questa è una caratteristica fondamentale, direi quasi oggettiva e imprescindibile?

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Diario di Bordo di un Editore – Settimana 1

Del mio lavoro mi piace molto il relazionarsi con le altre persone che nel mio specifico caso sono gli autori dei libri che decido di pubblicare.

Mi capita di instaurare con loro delle affinità elettive, per dirla alla Goethe, delle affinità quasi chimiche che riescono a posizionare me e il mio interlocutore sulla stessa lunghezza d’onda e riuscire a lavorare in serena armonia.

Lo so non è sempre così, e dopo anni di lavoro cerco sempre di fare una scelta equa e obiettiva senza farmi trasportare da sentimetalismi di sorta.

La nascita di Intrecci Edizioni è proprio legata in qualche modo a ciò che ho scritto sopra. Nel mio percorso lavorativo ho incontrato autori che avevano una bella idea, un buon romanzo ma che non riuscivano a trovare l’editore che li sostenesse. Non mi piaceva l’idea che belle idee potessero rimanere chiuse in un cassetto.

Ecco questo è uno dei motivi che ha spinto me e il mio team a creare Intrecci Edizioni, per produrre qualcosa in cui crediamo e ci piace veramente.

Martedì ho avuto un incontro con una donna, professionista, e mamma, Daniela Pellegrini, che qualche mese fa (oddio!! Ormai un anno) mi ha presentato un progetto ambizioso quanto entusiasmante. Il testo, che uscirà i primi di ottobre, sarà dedicato a tutti quei genitori che hanno la voglia di fare qualcosa per e insieme ai loro figli.

Il progetto che si è andato mano mano delineando nel corso dei mesi sta venendo alla luce grazie al lavoro instancabile di un gruppo di professionisti che ci lavorano nel loro tempo libero. Un gruppo di persone che hanno creduto in ciò che Daniela metteva in pratica in prima persona con i propri figli e hanno deciso di aiutarla, senza compenso (per ora!!), a realizzare questa splendida idea.

Quando ho letto la sua proposta è scattata in me una molla: quel libro doveva trovare un editore che lo pubblicasse. Io e Daniela abbiamo parlato e meditato molto sul da farsi. Da questa conoscenza è nato un bel rapporto personale e lavorativo che ci porterà a realizzare un piano di diffusione del libro molto ben strutturato con una comunicazione molto mirata, perché voglio far conoscere a tutti la passione che Daniela, insieme al suo team, ci sta mettendo per produrre un testo unico nel suo genere.

Ecco credo che sia questa la dote di un Editore o di un Direttore Editoriale saper cogliere quella scintilla che si nasconde nella proposta editoriale che si ha davanti.

Un colpo di fulmine lo definirei che scatta raramente ma che quando scatta porta a dei risultati eccezionali.

Ogni mattina quando inizio a lavorare spero che scatti un colpo di fulmine e che si crei la nostra personale affinità elettiva con il testo che andremo a leggere e valutare.

Diario di bordo di un editore – Settimana Zero

Settimana Zero.

Come qualsiasi progetto che si rispetti si parte da zero e cioè dal principio.

Comincio rispondendo alla domanda che tutti voi vi state facendo: perché un Diario di Bordo?

Perché ho voglia che i lettori, gli autori, insomma tutti coloro che approderanno sul nostro blog possano sentirsi parte di un progetto, possano sentirsi parte della nostra redazione.

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