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facciamoci una chiacchierata

Ciro Brandi, Figlio di nessuno

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Il nostro primo titolo di narrativa.

Oggi esce Figlio di nessuno di Ciro Brandi.

La prima volta che abbiamo letto questa proposta editoriale siamo rimasti colpiti dalla durezza, dalla rabbia, dalla delusione che emergono da questa lunga lettera, che l’autore scrive ad un amico che non c’è più, in cui racconta della sua vita e della sua crescita senza una madre e un padre al suo fianco.

Ma questo testo è anche pregno di amore e di speranza. La speranza che si possa un giorno perdonare chi ti ha fatto tanto soffrire, la speranza di poter cambiare le cose e l’amore di chi, nonostante tutto, è riuscito a dedicare le sue forze agli altri.

Leggendo questo testo probabilmente, alla fine, vi scenderà una lacrima, perché è un sentimento di commozione che il libro provoca in chi lo legge. Commozione profonda e intensa per un autore che ha saputo narrare il suo dolore e la sua speranza.

Per saperne di più

“Ringrazio i miei genitori per avermi dato la dato…” è l’inizio di una storia vera e toccante; un viaggio attraverso gli occhi di un bambino che racconta come è diventato uomo attraverso il sacrificio e la solitudine senza perdere mail la speranza.

Oltre l’allontanamento dai genitori e l’accoglienza in comunità, è un “figlio di nessuno” a narrare di relazioni umane, del calore, dell’affetto e dell’ascolto di cui ogni bambino avrebbe bisogno per crescere; e questo con l’unico obiettivo di stimolare la responsabilità di ognuno nel proprio compito di genitore, educatore, insegnante, formatore, psicologo…

“Sono figlio di nessuno” è l’affermazione impaurita e consapevole di chi non conosce il valore di una famiglia e proprio per questo percepisce di essere in difetto senza però conoscere le ragioni profonde.

Questo libro è un tributo al coraggio e alla vita, perché al di là dell’abbandono e della solitudine si apre l’universo della ricchezza umana e si può scegliere di essere più forti e vincere.

 

Ciro Brandi, nato a Trento nel 1976, iscritto al terzo anno di Scienze della Formazione e Educazione a Padova, nel 2000 ha avuto una prima esperienza lavorativa nel sociale per poi collaborare dal 2007 ad oggi in vari progetti comunitari.

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Pagine: 80

Prezzo: 12,00 €

Collana: Enne

ISBN: 978-88-9955-002-8

 

Parola all’esperto – Rubrica

Consumo di carne rossa: è la dose che fa il veleno.

Ormai è notizia diffusa: lo IARC, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, un organismo parte dell’OMS, ha inserito ufficialmente le “carni trasformate” nella categoria cancerogene, e le “carni rosse” nella categoria probabili cancerogene. Per “carni trasformate” si intendono i salumi di qualsiasi tipo, i wurstel, le salsicce, la carne salata e affumicata e così via. Per “carni rosse” invece, si intendono carni di mammiferi, quindi manzo, maiale, agnello, cavallo, cervo e così via. Non importa se siano da “allevamenti felici” o industriali, che mangino erba o soia.

Lo studio, pubblicato su Lancet Oncology, include la carne di maiale tra la carne rossa, insieme a quella di manzo, vitello, agnello, pecora, cavalli e capre. Gli esperti hanno concluso che per ogni porzione di 50 grammi di carne lavorata consumati al giorno il rischio di cancro del colon-retto aumenta del 18%. Ma lo stesso legame è stato osservato con i tumori del pancreas e alla prostata.

«Cancerogena è una sostanza in grado di favorire l’insorgenza del cancro.

Questo non significa che chi mangia due fette di salame svilupperà per forza un tumore. Un cancerogeno  aumenta il rischio di ammalarsi di un determinato tipo di cancro nel corso della vita. Se ciò accadrà e quando, è impossibile dirlo. Si parla di una probabilità che cresce, non di una certezza. E comunque è lo stile di vita nel suo complesso – compreso quello alimentare – a fare la differenza.

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Novità nel nostro blog

Argomento molto dibattuto ormai da molto tempo è il problema alimentazione.

Da questo Focus abbiamo voluto realizzare due iniziative.

La prima è l’uscita a gennaio di un ebook: “La spesa consapevole”. Non è un libro di ricette ma bensì un testo su come scegliere i prodotti che acquistiamo al supermercato in modo consapevole senza estremizzare ma cercando di dare una giusta informazione. L’autrice del testo Anna Russo è esperta proprio in questa materia e da anni lavora in campo alimentare verificando la qualità dei prodotti che vengono messi in vendita.

La seconda anticiperà l’uscita dell’ebook e sarà una rubrica quindicinale sul nostro blog che tratterà proprio di argomenti caldi legati alla spesa e al consumo delle materie prime.

Lo scopo è quello di aggiornare i nostri lettori in modo costante su argomenti che magari non saranno presenti all’interno del testo.

Domani quindi partirà: LA PAROLA ALL’ESPERTO rubrica dedicata alla spesa consapevole e diretta dalla nostra autrice Anna Russo.

Seguiteci….

Daniela Pellegrini, E tu? Da che party stai?

Vi avevamo già parlato di questo ebook in un post di alcune settimana fa e del fantastico team che lo ha realizzato (per chi non lo avesse letto)!

Finalmente oggi esce il primo dei tre formati, quello per dispositivi Apple. Gli altri due per Kindle e Google Play usciranno nei prossimi giorni.

Daniela Pellegrini, E tu? Da che party stai?, Intrecci Edizioni 2015 è un ebook che abbiamo fortemente voluto nel nostro catalogo.

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Intervista a Teresa Nardulli

Nardulli_Stampa14x20A_4Da pochi giorni ha ottenuto una Segnalazione di Eccellenza per la sezione Progetti Formativi relativa al progetto “Il tutor clinico” conferitagli dall’AIF (Associazione Italiana Formatori) per la XIV Edizione del Premio Filippo Basile, Teresa Nardulli, autrice del saggio La relazione terapeutica tra professionista sanitario e paziente, Intrecci Edizioni 2015, torna a Roma con una grande soddisfazione per il lavoro svolto fino ad ora.

Noi della redazione abbiamo voluto rivolgerle qualche domanda, forse un po’ scomoda, ma che molti italiani in merito all’organizzazione sanitaria si pongono quotidianamente.

 

 

 

 

  • Il “Capitale umano” è un tema molto dibattuto. Un regista come Virzì gli ha dedicato un film dal sapore amaro. Ma non tutti sanno effettivamente cosa sia. In quali termini può essere definito il “capitale umano”?

È un film visto e molto apprezzato per il modo con cui Virzì, seppur in modo realistico ma dal sapore amaro, come sottolinea lei, ci fa riflettere su cosa resta del singolo individuo, della sua irripetibile unicità, della sua morale, della sua dignità, in un mondo dove il denaro e il profitto economico rappresentano il parametro di valutazione di ogni essere vivente e non.

Anche in ambito sanitario i DRG (diagnosis-related groups) permettono di quantificare economicamente l’assorbimento di risorse e quindi di remunerare ciascun episodio di ricovero. Uno degli obiettivi è quello di controllare e contenere la spesa sanitaria, che è si cosa giusta contro gli sprechi eccessivi del passato, il testo del libro mira proprio a questo e cioè sottolinea che non bisogna trascurare e mai mettere da parte la relazione terapeutica tra professionista sanitario e paziente in nome di un badget che va tenuto sotto controllo economicamente.

La medicina ha necessità più di altri sistemi aziendale dell’umanizzazione delle cure.

A man who knows the price of everything and the value of nothing diceva Oscar Wilde.

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La Relazione Terapeutica tra Professionista Sanitario e Paziente di Teresa Nardulli

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Non poteva iniziare meglio questa settimana!

Un’inaugurazione speciale: quella del nostro catalogo.

Esce oggi in libreria e in tutti i principali store online il libro della nostra autrice Teresa Nardulli.

La relazione terapeutica tra professionista sanitario e paziente è un testo di saggistica ospitato nella nostra collana ESSE di Intrecci dedicato ad un tema molto studiato e dibattuto negli principali atenei italiani: quello appunto tra professionista sanitari e paziente.

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Diario di Bordo di un Editore – Settimana 3

“Io mi fido di te” è una frase preziosa, ma “io mi fido di me stesso” è una frase potente.

Da questa affermazione questa settimana sono partita nello scrivere questo mio post.

Settimana complessa questa piena di cose da chiarire sul nostro modo di lavorare (ancora!).

Non vorrei che questo diario diventi settimana dopo settimana una valvola di sfogo, ma questa volta è necessario chiarire alcune cose per spiegare a tutti coloro che ci leggono come lavoriamo.

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Diario di Bordo di un Editore – Settimana 2

Quando arriva il venerdì in redazione tiriamo le somme della settimana appena passata.

Questa è stata una settimana faticosa che ci ha visti lavorare fino a tardi per poter leggere le proposte editoriali che ci sono arrivate durante la pausa estiva.

In un sito, non mi ricordo quale, ho letto che un editore “serio” è quell’editore che ci mette dai tre ai due anni a valutare un testo. Quindi ho pensato: per soddisfare tale aspettativa dovremmo almeno far attendere gli autori un tempo infinito o quasi biblico. Ci chiedevamo: veramente questa è una caratteristica fondamentale, direi quasi oggettiva e imprescindibile?

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