Diario di Bordo di un Editore – Settimana 3

“Io mi fido di te” è una frase preziosa, ma “io mi fido di me stesso” è una frase potente.

Da questa affermazione questa settimana sono partita nello scrivere questo mio post.

Settimana complessa questa piena di cose da chiarire sul nostro modo di lavorare (ancora!).

Non vorrei che questo diario diventi settimana dopo settimana una valvola di sfogo, ma questa volta è necessario chiarire alcune cose per spiegare a tutti coloro che ci leggono come lavoriamo.

Partiamo da ciò che è successo. Noi leggiamo tutte le proposte che ci arrivano, cosa che non tutti fanno, rispondiamo a tutti, cosa che non tutti fanno, anche se la nostra valutazione è negativa.

Dopo aver letto un paio di proposte che ci sono arrivate in redazione in modo positivo abbiamo anche appurato che era indispensabile fare un lavoro di editing per rendere il prodotto perfetto per il mercato editoriale.

Chi ci legge sa perfettamente che siamo una casa editrice giovane che si prende il rischio di pubblicare testi che reputa validi, ma purtroppo quando si tratta di fare un lavoro di editing non riusciamo a sobbarcarci la spesa economica.

Decidere di pubblicare un libro è una scommessa e noi ce la mettiamo veramente tutta, ma se reputiamo che il testo debba essere sottoposto ad una revisione incontriamo dei problemi.

Ovviamente il costo di un editing dipende molto dalla lunghezza del testo ed ecco perché facciamo dei preventivi ad hoc. Una brava Agente Letteraria mi ha insegnato a fare une editing diverso dagli altri.

Il nostro è un editing critico. Che vorrà mai dire? Noi non riscriviamo il testo non ci piace tagliare, copiare, incollare, riscrivere. Vogliamo che il libro sia in tutto e per tutto farina del sacco dell’autore. Quindi il lavoro che facciamo forse è al di sopra della media, diamo assoluta disponibilità all’autore al quale viene affiancato un esperto della redazione, il tutto supervisionato step by step dalla sottoscritta.

Per aver proposto un editing a pagamento siamo stati additati come degli editori a pagamento.

Ma io credo che la domanda che un autore debba porsi è un’altra: VERAMENTE UN EDITRE FREE E’ GARANZIA DI QUALITA’ DEL PRODOTTO FINALE? E, SOPRATTUTTO, SUPPORTA L’AUTORE UNA VOLTA USCITO IL LIBRO?

Con questo non voglio difendere gli editori a pagamento, ma io credo che a fare la differenza sia il modo in cui un editore lavora.

Un altro punto da affrontare è il fattore fiducia. Ogni volta che leggiamo un testo noi speriamo che la valutazione che inviamo, quando è positiva, possa smuovere qualcosa nell’autore e che possa fidarsi del nostro giudizio e della nostra professionalità.

Nelle nostre schede di valutazione dimostriamo veramente che leggiamo i testi e che se ci colpiscono vorremmo veramente creare un prodotto di qualità e in grado di affrontare il mercato editoriale.

Quindi se un autore pensa che pagare un professionista per dare un’affinata al libro sia uno spreco di tempo non siamo proprio sulla stessa lunghezza d’onda.

E questo è un altro punto fondamentale: non ci interessa pubblicare per pubblicare, non vogliamo prendere il libro impaginarlo e metterlo in vendita, vogliamo realizzare un prodotto di qualità.

Sappiamo che il web da questo punto di vista è assolutamente fuorviante, decidendo, non si sa secondo quale regola, quali sono gli editori peggiori e quelli migliori. Siti in cui vengono dettate delle regole di come un editore dovrebbe comportarsi. Beh noi crediamo che le chiacchiere stanno a zero (e queste sono chiacchiere belle e buone) mentre i fatti parlano da soli.

I nostri primi libri, di autori che ci hanno conosciuti e che hanno deciso di darci, fiducia usciranno a breve. Libri di autori che ci conoscevano da tempo e che incuriositi da questa nuova avventura hanno deciso di ricontattarci per collaborare insieme. Una grande soddisfazione questa.

E allora io che mi fido di me stessa li voglio ringraziare perché la fiducia che hanno risposto in noi sarà sicuramente ripagata da un lavoro fatto con amore, consapevolezza e coscienza.