Librerie di catena vs indipendenti

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Librerie di catena o quelle indipendenti? Scelta difficile ma necessaria.

Come ogni donna sono un’inguaribile romantica e amo i film d’amore e qualche giorno fa mi è capitato di inciampare su un film che ho sempre amato “C’è posta per te”. Per chi non lo avesse mai visto è la storia d’amore tra Tom Hanks e Meg Ryan che sono due librai che inconsapevolmente si innamorano mandandosi delle mail! Peccato che lui è il proprietario di una mega libreria di catena e lei la proprietaria di una piccola libreria per bambini indipendente. Non vi racconto come finisce (anche se è un po’ scontato) ma vi consiglio di godervelo in un freddo pomeriggio d’autunno, magari quando fuori piove, sotto la vostra copertina preferita… ecco un po’ alla Bridget Jones!

La verità è che questa “guerra” tra librerie di catena e librerie indipendenti esiste veramente. Non starò qui a riportarsi dei noiosi dati ma una cosa è certa le piccole librerie si stanno estinguendo. Peccato, aggiungo io!

Quando una libreria di catena decide di aprire un nuovo negozio è quasi sicuro che farà strage di tutto le piccole librerie che ci sono in quel quartiere. Perché vi chiederete voi?

Beh prima di tutto sono immense! Hanno di tutto, una vasta, vastissima, immensa scelta di titoli. E anche quando non hanno il titolo che voi cercate riescono a reperirlo in brevissimo tempo. Secondo poi, vendono di TUTTO! Non soltanto libri, ma musica, film e non parlo solo di CD e DVD ma anche lettori mp3, lettori DVD. Terzo e non da tralasciare: la scontistica. Fanno sconti, offerte e promozioni; esiste una fidelity card con la raccolta punti. Insomma entrando in una Feltrinelli, Mondadori, Giunti al Punto si va incontro ad una esperienza d’acquisto veramente completa.

Ma purtroppo non è oro tutto ciò che luccica davanti ai nostri occhi accecati da cotanta offerta. Uno dei più grani difetti che hanno queste librerie è la scortesia, inadeguatezza dei loro commessi. Ora non voglio assolutamente fare di tutta un erba un fascio, per carità, ma se io vado in una Feltrinelli e chiedo il terzo libro di 1Q84 di Muramaki in edizione economica e il commesso mi dice che non esiste, allora io traggo le mie conclusioni! Ora io non chiedevo un libro di saggistica pubblicato 10 anni fa ma uni dei libri più venduti e letti della Einaudi.

Dopo questo episodio mi sono messa a riflettere. Da assidua lettrice mi è capitato e mi capita di comprare libri in qualsiasi libreria io mi trovi, senza distinzione di genere e razza, questo episodio mi ha portata a trarre delle conclusioni.

Penso che sia arrivato il momento di spezzare una lancia in favore di tutte quelle librerie indipendenti che tutti i giorni fanno i conti con la dura legge del mercato e sono costrette a confrontarsi con la concorrenza di catena.

Non starò qui a convincervi a cercare una libreria indipendente di cui fidarvi e di cui diventare clienti, anche se io lo sto facendo, ma voglio parlarvi di una di queste librerie che a mio avviso merita una citazione di merito.

Se state leggendo questo articolo e abitate a Milano andate a visitare questa libreria …Il mio libro di Cristina Di Canio. La scatola lilla è una graziosa e accogliente libreria, ma non solo. La sua proprietaria Cristina Di Canio è un vulcano di idee! Non so se avete sentito parlare del #librosospeso, beh qui lo trovate! Organizza presentazioni per autori emergenti. Ha da poco ospitato il Premio Campiello 2014, Giorgio Fontana. Personalmente io la seguo molto sui social network e in particolare su Face Book, ecco il link della sua pagina https://www.facebook.com/pages/Il-Mio-Libro-di-Cristina-Di-Canio/108035489260650?fref=ts.

Insomma una giovane donna che qualche anno fa ha deciso di abbandonare il suo posto fisso per inseguire un sogno! E allora credo che valga la pena abbandonare la mega libreria dove puoi trovare di tutto e affidarti nelle mani di persone, non solo competenti, ma che amano il loro lavoro, lo sanno fare, ti sanno consigliare e aiutare nella scelta di un libro.

E voi cosa ne pensate?